Creare videolezioni

Per una classe rovesciata ma anche in una gestione più tradizionale della propria classe può essere utile, oltre che mostrare video didattici reperiti ad esempio su Youtube, crearne di propri. Utile perché molto coinvolgente per gli studenti ma, per la mia esperienza, posso dire che, se si comincia a mostrare delle videolezioni, poi, di farne delle proprie, diventa un desiderio, quasi un bisogno. Se sei tu a fare il video sarà tarato proprio sulle esigenze della tua classe, imposterai l’argomento nella maniera a te congeniale, come si fa nelle nostre lezioni in cui le spiegazioni non sono comunque mai la fotocopia del libro di testo in dotazione. Durante una spiegazione orale, per quanto brillante,  non possiamo avere sottomano quel materiale che ci permetterebbe di tenere la nostra lezione ideale o comunque è un po’ complicato farlo. Penso a una lezione di  Storia: in un video, in quanto registrato, possiamo arricchire le spiegazioni inserendo proprio le illustrazioni che ci sembrano più significative, lo stralcio di intervista, la testimonianza più illuminante. Ed è un qualcosa che possiamo mettere a disposizione di tutti, degli studenti assenti, ad esempio, e che tutti possono rivedere (se è stato caricato su Classroom o altro), e che possiamo naturalmente anche riutilizzare. Per non parlare poi dei casi in cui viene proposta una lezione su un argomento non presente sul manuale in dotazione: gli studenti, certo, possono prendere appunti, ma mettere a disposizione una versione video della lezione che si è tenuta ad esempio con una presentazione sulla Lim è senz’altro un’operazione gradita alla classe ma anche rassicurante per il docente (a tutti è data la possibilità di riascoltare, comprendere meglio, schematizzare i contenuti). A me è capitato di recente per introdurre i Promessi Sposi in una seconda superiore: agli alunni era stata data la possibilità di usare un’edizione qualunque, magari già in possesso, del romanzo, e pertanto non c’era un testo comune su cui leggere le informazioni: ogni edizione ha ovviamente una sua prefazione, a volte anche molto lunga o complessa e diversa dalle altre. La mia scelta è stata di fare “a braccio” una presentazione con parole chiave sulla Lim, poi condivisa aggiungendo l’audio, con stringate, essenziali informazioni: sul romanzo, sull’autore, sul contesto culturale… Senza esagerare, solo quello che mi aspetto debbano sapere.

Ecco due app semplici e gratuite per creare videolezioni, una è Screen Cast O matic, a cui già molte volte ho fatto riferimento in questo blog ma senza trattarne dettagliatamente, e che ho usato anche per la presentazione dei Promessi Sposi; l’altra è Adobe Spark.

ADOBE SPARK E’ uno strumento che permette di creare diversi progetti: piccoli siti web, pagine singole o video. La funzione Video di Adobe Spark crea diapositive con un layout piuttosto semplice: l’utente ha a disposizione poche opzioni ma con la possibilità di inserire  in ogni diapositiva una narrazione vocale.

Per entrare nella piattaforma posso creare un account Adobe ma  anche usare il mio account Google o Facebook. Esiste una versione a pagamento con più funzioni ma la versione base è gratuita. Dopo che ci si è accreditati si entra in un ambiente dove sono conservati i progetti già realizzati ed un tasto + ci permette di scegliere la tipologia di lavoro che vogliamo realizzare. Se optiamo per il video ci verranno proposti una serie di modelli diversi con proposte di pagine già strutturate, ci viene cioè fornito un aiuto per creare video efficaci a secondo dell’argomento (cosa inserire se si sta facendo una presentazione di sé, piuttosto che il reportage di un viaggio o appunto una lezione scolastica). In ogni caso si potrà procedere liberamente, non tenendo conto di questi suggerimenti.

L’inserimento dei contenuti è fortemente strutturato: ci sono alcuni layout fissi e alcuni temi da combinare; al di là di ciò non posso muovermi a piacimento, ingrandire, spostare: non ho la libertà di movimento che trovo ad esempio su programmi come Power Point o Prezi. Gli sviluppatori hanno pensato un prodotto funzionale con combinazioni prefissate, di buon effetto grafico che impedisse accostamenti troppo azzardati ed esiti esteticamente discutibili. Posso inoltre aggiungere un sottofondo musicale, attingendo da un repertorio a disposizione e quindi ovviamente senza problemi di copyright, o caricando un mio file. Nella pagina di lavoro trovo pochi semplici comandi: nelle diapositive posso inserire immagini, video, voce, testo; posso inoltre modificare, cancellare o duplicare la diapositiva. In ogni slide posso inserire una registrazione vocale per non oltre 30 secondi; se quello che voglio dire e abbinare a quella diapositiva è più lungo, posso duplicare la diapositiva e continuare a parlare.

Posso ascoltare in anteprima quello che ho registrato nella singola diapositiva e il vantaggio è che se non mi piace posso rimuovere la registrazione e rifarla da capo agevolmente, perché si tratta comunque di un audio al massimo di 30 secondi. Non devo rifare tutto, tutti i contenuti in Adobe Spark sono frazionati per essere modificati con facilità. Il transito delle diapositive per default è 2 secondi, che posso aumentare se necessario fino a 30. I progetti vengono salvati automaticamente e resi disponibili per essere scaricati come video direttamente dal sistema, in formato MP4; non devo entrare nell’ambiente di Adobe per visualizzare il video: lo scarico e ne faccio ciò che voglio, ad esempio lo rendo interattivo con Ed Puzzle. In piattaforma rimane il prodotto in versione progetto, una bozza, cioè, sempre modificabile. I progetti possono essere inoltre condivisi. Il sistema infatti è in grado di creare un link condivisibile che può essere semplicemente copiato, inviato direttamente ad un indirizzo di posta elettronica o social (Facebook, Twitter), incorporato in un sito web o inserito su Classroom. Ma l’aspetto più avanzato e innovativo è che il link può essere aggiornato: quindi io potrò sempre modificare il mio progetto aggiungere, ad esempio un nuovo contenuto e se anziché essere scaricato il video è stato mandato come link, negli ambienti con il video in condivisione sarà visibile la nuova versione, aggiornata automaticamente.

SCREEN CAST O MATIC: è un’app per catturare e registrare tutto ciò che passa sullo screenshot del nostro pc. Si può creare un account e registrarsi per accedere a maggiori funzionalità ma anche semplicemente accedere al sito e cominciare a registrare online, senza scaricare nulla. L’ambiente di lavoro è una telecamera virtuale che posso espandere o restringere e che mi permette di catturare le immagini che scorrono sul pc.  Per creare una videolezione si può precedentemente creare o utilizzare una presentazione preesistente e fare transitare le diapositive opportunamente parlandoci sopra.

La registrazione può essere temporaneamente fermata e poi ripresa; nel caso in cui qualcosa che abbiamo detto non ci convince possiamo tornare indietro, troncare e fare ripartire la registrazione da quel punto.

Nella versione gratuita il video può durare al massimo 15 minuti, una durata comunque più che sufficiente per un video didattico. Una volta terminata la registrazione, questa può essere salvata e scaricata come MP4 o preparata per la pubblicazione su Youtube, dove, se scegliamo questa opzione e abbiamo un canale, viene inviata direttamente.

Con Screen Cast O Matic non possiamo “tagliuzzare il video” come può avvenire ad esempio con Movie Maker. Possiamo in ogni caso, a posteriori, rimaneggiare i video prodotti utilizzando appunto altri strumenti: posso usare ad esempio Movie Maker anche per mettere insieme più video parziali che potrei aver fatto perché la durata dei 15 minuti non era sufficiente oppure posso usare, per tagliare video strumenti gratuiti  come Open Shot, Shot Cut o, a pagamento, Camtasia e Adobe Premiere.

QUALE STRUMENTO SCEGLIERE? Screen Cast O Matic è certamente strumento ottimale per creare video tutorial,  in cui si deve mostrare il funzionamento di qualcosa per cui sia necessario navigare su siti o pagine diverse: il programma ci consente ad esempio di usare e di mostrare il cursore che si muove sugli oggetti che vogliamo mostrare. La narrazione che facciamo potrebbe anche essere scritta ma è abbastanza naturale che sia fatta a braccio: perché se noi dobbiamo guardare il desktop o il contenuto della presentazione che dobbiamo sfogliare è più facile che la narrazione debba essere improvvisata. Possiamo sempre fermare la registrazione e poi riprenderla, fare delle pause e cancellare l’ultima parte dove magari abbiamo commesso errori nella dizione o siamo stati poco chiari nell’espressione di un concetto, ma non credo  che l’estrema precisione dell’enunciato sia l’elemento di punta di questo strumento. Con Adobe Spark possiamo fare delle narrazioni più precise, perché sono legate alle singole diapositive, facciamo delle piccole registrazioni che possono essere fatte e rifatte più volte. Inoltre otteniamo un prodotto esteticamente migliore con effetti grafici gradevoli creati direttamente dal sistema abbinando temi e layout.

Per concludere vi condivido una sintesi  video di questo contributo realizzata proprio con Spark Adobe.

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